Marta Rossetti si qualifica per la prima volta nelle trenta e che affronta la seconda manche in modo straordinario… non è da tutte.

Arrivare non serve a nulla anche se porti a casa qualche punticino. Esiste sempre e soltanto il tentativo di vincere.

Marta ha risposto alla sfida dando il massimo che aveva, nelle gambe, nella testa, nel cuore.

Ha sette atlete davanti a lei racchiuse in 16/100 perché nel tratto finale non è stata così incisiva e decisa come nel resto del tracciato. Ha fatto registrare uno dei migliori tempi, il settimo. Aveva il pettorale 56 su un terreno che nella prima manche si è scavato manco fosse passata una ruspa.

È riuscita a recuperare 8 posizioni. Si è classificata al ventiduesimo posto. Praticamente un sogno! Non sarà sempre così. Forse farà ancora meglio. Non si sa, perché in questa fase di crescita è sempre tutto incerto. Sicuramente ora la osserveremo con occhi diversi.

 

È sempre stato uno dei miei sogni sedermi lì.

Una grandissima soddisfazione. È sempre stato uno dei miei sogni sedermi sulla poltrona del leader corner. Finalmente si è realizzato, anche se questo è solo un inizio, però dai… sono davvero felice!

Siamo un bellissimo gruppo, molto unito e stiamo lavorando bene. In allenamento diamo sempre il massimo. Naturalmente bisogna poi concretizzare anche in gara e ci stiamo provando in tutti i modi.

Chi sono io? Sono cresciuta sulle nevi di Madonna di Campiglio con Rudi Rodolfi e Fabio Paganini. Appena posso li raggiungo, ma ovvio, ora sono con la squadra e stiamo facendo un bellissimo lavoro.

La mia prima manche? Sinceramente quando ho superato il traguardo non ci volevo credere. pensavo di aver commesso un po’ troppi errori. Evidentemente sono riuscita a entrare bene nel segno. Poi forse con un po’ di fortuna ce l’ho fatta ed è andata bene.

Ora Maribor, non ci sono mai stata. Speriamo mi piaccia”

Fonte: Sciaremagazine

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